MANIERISMI ROMANI: L’ORATORIO DEL CROCIFISSO - 21 febbraio 2016
domenica 21 febbraio, ore 10.15
davanti all’Oratorio, piazza dell’Oratorio 70
€ 10,00
con Giordana Buonamassa Stigliani
L'Oratorio del Ss. Crocifisso rappresenta senza dubbio un'eccezionale testimonianza dell'ambiente culturale ed artistico del Cinquecento romano.
Costruito da Giacomo Della Porta per volontà di Ranuccio Farnese nel 1562, e destinato ad accogliere le riunioni della Confraternita del Ss. Crocifisso, fu terminato dal cardinale Alessandro Farnese nel 1568. La Confraternita del Crocifisso, costituita nel 1520, aveva lo scopo di mantenere viva la venerazione di un Crocifisso salvatosi miracolosamente nel 1519 dall’incendio che distrusse la vicina chiesa di San Marcello.
Celebre era la “Processione del Crocifisso” che si svolgeva la sera del giovedì santo ed andava dall'Oratorio fino a S. Pietro: la Processione, ripercorrendo lo stesso tragitto avvenuto in occasione del miracolo che scacciò via la peste da Roma nel 1522, non soltanto rammentava così l'evento, ma voleva essere di auspicio affinché ogni sorta di negatività fosse cacciata dalla città. Famoso, nei ricordi popolari, l'evento che accompagnò la Processione del 1650 in occasione del XIV Giubileo: lungo il percorso alcuni cavalli si imbizzarrirono, terrorizzando i partecipanti, e così cinque cardinali, l'ambasciatore di Spagna, gli oltre 100 flagellanti, i musicisti del coro e coloro che procedevano con i lumi accesi, fuggirono a gambe levate, accompagnati dalle risa del popolo che assisteva alla scena.
L’interno, a navata unica, presenta le pareti interamente affrescate con Storie della Vera Croce, il cui complesso programma iconografico, elaborato da Tommaso de' Cavalieri, scultore e letterato, nonché amico di Michelangelo, e dal pittore Girolamo Muziano, venne realizzato, tra il 1578 e l'ultimo decennio del Cinquecento, da alcuni tra gli artisti più rappresentativi del tardo-manierismo romano: Pomarancio, Paris Nogari, Baldassarre Croce, Cesare Nebbia e Giovanni De Vecchi.
L'Oratorio del Ss. Crocifisso rappresenta senza dubbio un'eccezionale testimonianza dell'ambiente culturale ed artistico del Cinquecento romano.
Costruito da Giacomo Della Porta per volontà di Ranuccio Farnese nel 1562, e destinato ad accogliere le riunioni della Confraternita del Ss. Crocifisso, fu terminato dal cardinale Alessandro Farnese nel 1568. La Confraternita del Crocifisso, costituita nel 1520, aveva lo scopo di mantenere viva la venerazione di un Crocifisso salvatosi miracolosamente nel 1519 dall’incendio che distrusse la vicina chiesa di San Marcello.
Celebre era la “Processione del Crocifisso” che si svolgeva la sera del giovedì santo ed andava dall'Oratorio fino a S. Pietro: la Processione, ripercorrendo lo stesso tragitto avvenuto in occasione del miracolo che scacciò via la peste da Roma nel 1522, non soltanto rammentava così l'evento, ma voleva essere di auspicio affinché ogni sorta di negatività fosse cacciata dalla città. Famoso, nei ricordi popolari, l'evento che accompagnò la Processione del 1650 in occasione del XIV Giubileo: lungo il percorso alcuni cavalli si imbizzarrirono, terrorizzando i partecipanti, e così cinque cardinali, l'ambasciatore di Spagna, gli oltre 100 flagellanti, i musicisti del coro e coloro che procedevano con i lumi accesi, fuggirono a gambe levate, accompagnati dalle risa del popolo che assisteva alla scena.
L’interno, a navata unica, presenta le pareti interamente affrescate con Storie della Vera Croce, il cui complesso programma iconografico, elaborato da Tommaso de' Cavalieri, scultore e letterato, nonché amico di Michelangelo, e dal pittore Girolamo Muziano, venne realizzato, tra il 1578 e l'ultimo decennio del Cinquecento, da alcuni tra gli artisti più rappresentativi del tardo-manierismo romano: Pomarancio, Paris Nogari, Baldassarre Croce, Cesare Nebbia e Giovanni De Vecchi.

