GRANDI MOSTRE: “BERNINI E I BARBERINI” IN PALAZZO BARBERINI - 12 marzo 2026

giovedì 12 marzo, ore 16.40
Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane 13
€33,00
con Giordana Buonamassa Stigliani


Posti esauriti

https://barberinicorsini.org/evento/bernini-e-i-barberini/

Dal 12 febbraio al 14 giugno 2026, le Gallerie Nazionali di Arte Antica ospitano la grande mostra “Bernini e i Barberini”: un’indagine sul rapporto straordinario tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, suo primo e più decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII.

La mostra, realizzata con il patrocinio della Fabbrica di San Pietro, offre l’occasione inedita per ripensare la nascita del Barocco attraverso la lente privilegiata del dialogo artistico, politico e personale tra lo scultore e il pontefice, figure chiave nell’affermazione del nuovo linguaggio. L’esposizione si colloca in coincidenza con il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro (1626), uno dei momenti più alti del Barocco romano, dell’attività berniniana e della Storia dell’Arte.

Organizzato in sei sezioni, il percorso segue l’evoluzione dell’artista dagli esordi alla piena maturità, mostrando il passaggio dal tardo manierismo del padre Pietro Bernini alla definizione di uno stile personale.

Inoltre, si riunisce, per la prima volta, la galleria dei ritratti in marmo degli antenati Barberini, capolavori scolpiti da Bernini, Giuliano Finelli e Francesco Mochi, oggi dispersi in collezioni pubbliche e private. Particolare attenzione viene dedicata alla figura e alla memoria di Urbano VIII, con busti in marmo e bronzo affiancati a uno dei rarissimi dipinti attribuiti con certezza a Gian Lorenzo Bernini.

Un’intera sezione ospita il Bernini pittore, attività che Maffeo Barberini incoraggiò con convinzione: accanto a tele mai mostrate prima al pubblico, è possibile ammirare l’unico importante dipinto di Bernini destinato a un luogo pubblico, presentato insieme al suo pendant di Andrea Sacchi, entrambi concessi in prestito dalla National Gallery di Londra.