LE GRANDI MOSTRE: MATISSE. ARABESQUE - 27 marzo 2015
venerdì 27 marzo, ore 17,30
Scuderie del Quirinale, via XXIV Maggio 16
€20,00
con Giordana Buonamassa Stigliani
“Creare è proprio dell’artista;
dove non c’è creazione l’arte non esiste”
Matisse
Le Scuderie del Quirinale si preparano per una mostra complessa: “Matisse. Arabesque”, a cura di Ester Coen. Evento espositivo della primavera romana, appuntamento attesissimo dal grande pubblico, il percorso farà rivivere il fasto e insieme la delicatezza di un mondo antico e semplice, esaltato dallo sguardo profondo di un artista e trasmesso dall'eco attenta di due grandi collezionisti, Shchukin e Morozov, che da subito intuirono il suo grande messaggio.
La visita alla grande "esposizione di arte maomettana" di Monaco di Baviera nel 1910 - più di ottanta sale di tappeti, di ricami, di tessuti, di oggetti provenienti anche dalle raccolte Shchukin, - rafforza l'interesse di Henri Matisse (Le Cateau-Cambrésis, 1869 – Nizza, 1954) per un tipo di decorazione che gli consenta di pensare ad un diverso impianto compositivo.
L'Oriente e la Russia, nella loro essenza più spirituale e più lontana dalla dimensione semplicemente decorativa, schiudono al grande maestro, ancor più dopo il suo viaggio a Mosca nell'ottobre del 1911, la forza di schemi compositivi come arabeschi, disegni geometrici e orditi (i due illuminati collezionisti di Matisse dal 1906, Shchukin e Morozov, erano tra l'altro i più importanti imprenditori-mercanti tessili della Russia Imperiale) che diventano motivo strutturale dell'immagine. L'esempio più evidente di questa ricerca è nel Trittico marocchino del 1912, dipinto pochi mesi dopo il soggiorno a Mosca; insieme allo Studio rosa del 1911, il Trittico rappresenta il momento più alto della visione di Matisse.
La visita alla grande "esposizione di arte maomettana" di Monaco di Baviera nel 1910 - più di ottanta sale di tappeti, di ricami, di tessuti, di oggetti provenienti anche dalle raccolte Shchukin, - rafforza l'interesse di Henri Matisse (Le Cateau-Cambrésis, 1869 – Nizza, 1954) per un tipo di decorazione che gli consenta di pensare ad un diverso impianto compositivo.
L'Oriente e la Russia, nella loro essenza più spirituale e più lontana dalla dimensione semplicemente decorativa, schiudono al grande maestro, ancor più dopo il suo viaggio a Mosca nell'ottobre del 1911, la forza di schemi compositivi come arabeschi, disegni geometrici e orditi (i due illuminati collezionisti di Matisse dal 1906, Shchukin e Morozov, erano tra l'altro i più importanti imprenditori-mercanti tessili della Russia Imperiale) che diventano motivo strutturale dell'immagine. L'esempio più evidente di questa ricerca è nel Trittico marocchino del 1912, dipinto pochi mesi dopo il soggiorno a Mosca; insieme allo Studio rosa del 1911, il Trittico rappresenta il momento più alto della visione di Matisse.

