LE GRANDI MOSTRE: GUTTUSO 1912-2012 - 16 novembre 2012
Se io potessi, per una attenzione del padreterno,
scegliere un momento nella storia e un mestiere,
sceglierei questo tempo e il mestiere di pittore
(R. Guttuso)
sceglierei questo tempo e il mestiere di pittore
(R. Guttuso)
Ripercorrere l’intero arco creativo di Renato Guttuso, documentando i diversi movimenti artistici di cui fu protagonista, spesso scomodo, e le accese polemiche che sempre lo animarono, può offrire ai visitatori l’opportunità di confrontarsi con un artista che aveva un’idea forte della funzione dell’arte nella società, una concezione che oltrepassava le mura dello studio.
Per capire Guttuso non basta vedere le sue opere ma è fondamentale poter approfondire la sua straordinaria capacità di intessere rapporti con altri artisti, anche impegnati in discipline diverse.
Scrittori come Moravia, Sciascia, scultori come Moore, Manzù, che gli dedicò il monumento funebre dove è sepolto, musicisti come Nono, poeti come Pasolini, Montale, Neruda, registi come Visconti, De Sica, maestri della pittura come Picasso, Sutherland, ebbero con lui rapporti di feconda collaborazione artistica da cui sono nate illustrazioni per libri, scenografie, sodalizi talvolta sviluppatisi in movimenti artistici.
Guttuso, che visse tra Palermo, Milano e Roma, svolgendo una fondamentale funzione di raccordo tra gli artisti che vivevano in quelle città, stabilì nella capitale il centro nodale delle sue relazioni. La città lo accolse fin dal 1931, in occasione della prima Quadriennale nella quale, diciannovenne, fu invitato ad esporre due quadri, lo protesse nel difficile momento della Resistenza e gli offrì sempre occasioni di incontri straordinari.
Grazie al lungo lavoro di ricerca compiuto dagli Archivi Guttuso, le opere che compongono questa bellissima mostra sono state scelte tra quelle presenti nei più importanti musei italiani ed esteri, oltre che nelle collezioni private più rappresentative.
Per capire Guttuso non basta vedere le sue opere ma è fondamentale poter approfondire la sua straordinaria capacità di intessere rapporti con altri artisti, anche impegnati in discipline diverse.
Scrittori come Moravia, Sciascia, scultori come Moore, Manzù, che gli dedicò il monumento funebre dove è sepolto, musicisti come Nono, poeti come Pasolini, Montale, Neruda, registi come Visconti, De Sica, maestri della pittura come Picasso, Sutherland, ebbero con lui rapporti di feconda collaborazione artistica da cui sono nate illustrazioni per libri, scenografie, sodalizi talvolta sviluppatisi in movimenti artistici.
Guttuso, che visse tra Palermo, Milano e Roma, svolgendo una fondamentale funzione di raccordo tra gli artisti che vivevano in quelle città, stabilì nella capitale il centro nodale delle sue relazioni. La città lo accolse fin dal 1931, in occasione della prima Quadriennale nella quale, diciannovenne, fu invitato ad esporre due quadri, lo protesse nel difficile momento della Resistenza e gli offrì sempre occasioni di incontri straordinari.
Grazie al lungo lavoro di ricerca compiuto dagli Archivi Guttuso, le opere che compongono questa bellissima mostra sono state scelte tra quelle presenti nei più importanti musei italiani ed esteri, oltre che nelle collezioni private più rappresentative.

