LA GALLERIA BORGHESE: I CAPOLAVORI - 25 settembre 2011

Il nucleo più importante delle sculture e delle pitture nella Galleria Borghese risale al collezionismo del cardinale Scipione (1579-1633), figlio di Ortensia Borghese, sorella del Papa Paolo V, e di Francesco Caffarelli.
L'attenzione del cardinale era rivolta a tutte le espressioni di arte antica, rinascimentale e contemporanea, atte a rievocare una nuova età dell'oro. Non particolarmente interessato all'arte medioevale, ricercò invece, con passione, la scultura antica. Ma l'ambizione di Scipione favorì la creazione di nuovi gruppi marmorei che fossero messi a confronto con le opere antiche.
La collezione dei dipinti Borghese divenne notevolissima. Già nel 1607 il Papa aveva fatto assegnare a Scipione 107 quadri confiscati al Cavalier d'Arpino; dell'anno successivo fu l'asportazione clandestina dalla cappella Baglioni, nella chiesa di S. Francesco a Perugia, e il trasporto a Roma della “Deposizione” di Raffaello, assegnata al cardinale Scipione con motu proprio papale.
Nel 1682, confluì nelle raccolte parte dell'eredità di Olimpia Aldobrandini, che includeva importanti opere della collezione del cardinal Salviati e di Lucrezia d'Este.
L’ultima grande acquisizione fu del 1827, quando Camillo Borghese riuscì ad ottenere, a Parigi, la “Danae” del Correggio, dopo aver già ricevuto da Canova la statua di “Paolina Borghese”, pagato con i proventi dell’incauta vendita alla Francia dello straordinario fondo archeologico del cardinal Scipione.

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, una visita guidata alle raccolte permanenti della prestigiosa Galleria Borghese, con particolare attenzione alla Pinacoteca, per una volta fuori dai circuiti delle grandi mostre.