PASSEGGIATE ROMANE: LA FONTANA DELLE TARTARUGHE E IL RIONE S. ANGELO - 01 settembre 2011
Subito dopo il restauro dell’acquedotto dell’Aqua Virgo, terminato nel 1570, furono iniziati i lavori per una ramificazione sotterranea secondaria del condotto, in modo da raggiungere l’area dell’antico Campo Marzio, tra le zone più popolose di Roma. Venne di conseguenza progettata anche l’edificazione di un certo numero di fontane, una delle quali era stata prevista nella piazza Giudia (ora scomparsa), sede di mercato; ma per le pressioni di Muzio Mattei venne invece costruita nella vicina piazza davanti al suo palazzo: in cambio la famiglia si impegnava a pavimentare la piazza e a tener pulita la vasca.
Edificata su probabile progetto di Giacomo della Porta nel 1581, la fontana stessa fu poi realizzata dallo scultore Taddeo Landini, che avrebbe dovuto consegnare quattro efebi e otto delfini, previsti prima in marmo e poi in bronzo. I lavori si conclusero nel 1588, e quattro dei delfini previsti non furono messi in opera perché la pressione dell'acqua non consentiva l'elevazione prevista. Questi delfini furono poi utilizzati per la Fontana della Terrina, allora posta in Campo de' Fiori e ora spostata in piazza della Chiesa Nuova.
Le tartarughe, che gli efebi sembrano spingere ad abbeverarsi nella vasca superiore e che hanno dato il nome alla fontana, furono aggiunte in un restauro del 1658 operato per volere di papa Alessandro VII, e sono attribuite a Gian Lorenzo Bernini o a Andrea Sacchi.
Nel corso della nostra passeggiata, racconteremo anche le vicende e le storie legate alle vicine vie dei Falegnami, della Reginella, dei Funari, fino alle piazze Lovatelli, Campitelli e Margana, per scoprire ancora nuovi scorci della Città Eterna.

