UMANESIMO DIGITALE - GUSTAV KLIMT, VIENNA E L’ETÀ DELL’INCONSCIO - 21 dicembre 2021

€ 30,00 3 lezioni, €10,00 una lezione


a cura di Giordana Buonamassa Stigliani

Lezione registrata disponibile per la fruizione differita

Kustav Klimt (1862-1918) è senz’altro uno degli artisti più noti e più amati di ogni tempo.
Ma è realmente compreso, conosciuto nella profondità della sua poetica, e nelle poliedriche manifestazioni della sua produzione?
Per raccontarlo, partiremo da Vienna dove, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, le figure più eminenti, non solo dell’arte ma anche della scienza, diedero avvio a una rivoluzione che avrebbe cambiato per sempre il modo di guardare all’arte e alla mente dell’uomo: Sigmund Freud, Gustav Klimt, Oskar Kokoschka, Egon Schiele, Otto Wagner e Koloman Moser, generarono opere di grande evocatività che esprimevano il piacere, il desiderio, l’angoscia e la paura.
In questi nostri tre incontri ci proponiamo di indagare un universo di veri capolavori, fondanti per tutto il nascente Novecento, illuminanti per la loro nuova concezione e visione dell’uomo moderno.

Vienna era stata il centro dei territori della dinastia degli Asburgo a partire dal 1450 e aveva acquisito ulteriore importanza un secolo dopo, quando divenne la capitale del Sacro Romano Impero, la nazione di lingua tedesca. L’impero comprendeva non solo gli stati germanofoni, ma anche la Boemia e il regno di Ungheria-Croazia.
Nei trecento anni successivi questi territoti disparati rimasero un mosaico di nazioni che non avevano un nome e una cultura unificanti. Erano tenuti insieme solo dall’essere continuativamente governati dagli Asburgo, eredi del Sacro romano Impero.
Nel 1804, Francesco II, l’ultimo discendente dei Sacri Imperatori Romani, assunse il titolo di Imperatore d’Austria, con il nome di Francesco I.
Nel 1867, l’Ungheria insistette per avere pari dignità e l’Impero Asburgico divenne l’Impero Austro-Ungarico. Nel XIX secolo, l’Impero Asburgico era secondo solo all’Impero Russo per le dimensioni dei suoi territoti europei e aveva inoltre una lunga storia di stabilità amministrativa.
Ma una serie di sconfitte militari nell’ultima metà dell’800 minarono il potere politico dell’Impero e gli Asburgo dovettero a malincuore rinunciare alle loro ambizioni geopolitiche e andare incontro alle aspirazioni politiche e culturali dei sudditi, soprattutto di quanti appartenevano alla classe media
(Eric K. Kandel, “L’età dell’inconscio. Arte, mente e cervello dalla Grande Vienna ai nostri giorni”, 2012).