I COLORI DEL PALATINO: LA DOMUS DI AUGUSTO, LA CASA DI LIVIA E LA DOMUS TRANSITORIA DI NERONE - 20 marzo 2020

venerdì 20 marzo, ore 09.40
via di San Gregorio 30, presso l’ingresso del Palatino
€32,00
n. massimo partecipanti: 12
con Giordana Buonamassa Stigliani


la prenotazione sarà valida solo con emissione del bonifico per l'importo della visita

www.coopculture.it

In un percorso culturale unico, di valore storico assoluto, accederemo al Palatino, con turni di visita riservati, per visitare la Domus di Augusto, la Casa di Livia, e la Domus Transitoria di Nerone.

Augusto ebbe sul Palatino la sua dimora, accanto a quella della consorte Livia, prima ancora della vittoria di Azio e dell’inizio del suo incontrastato dominio. Ma a seguito del trionfo riportato sul figlio di Pompeo Magno, Ottaviano, volendo realizzare sulla mitica collina una domus di impianto palaziale degna dell’alto personaggio ufficiale quale era divenuto, nell’anno 36 a.C. “acquistò”, come informa lo storico Velleio Patercolo, “per mezzo di intermediari numerose case per ampliare la sua”: è qui che scelse di abitare per oltre quarant’anni. Il percorso, altamente suggestivo, ci mostrerà anche gli spazi affrescati ritenuti l’antico studiolo dell’imperatore.

Nelle immediate vicinanze troveremo l'edificio noto come
Casa di Livia costruito, molto probabilmente, nella prima metà del I sec. a.C. Subì una sostanziale ristrutturazione (a cui si devono i meravigliosi affreschi visibili oggi) intorno al 30 a.C. L'edificio viene oggi assegnato a Livia, la moglie di Augusto, poiché sulle tubature in piombo ritrovate è inciso il nome del proprietario: IULIA AUGUSTA.

Lo storico Svetonio racconta come uno scandalo il grande impegno dedicato da Nerone all’edificazione del suo palazzo privato: la
Domus Transitoria
, che permetteva di “transitare" dal Palatino all’Esquilino, seguita, dopo l’incendio del 64 d.C., dalla Domus Aurea. E infatti le pitture, gli stucchi e i marmi che decorano questi ambienti anticipano per magnificenza quelli della stessa Domus Aurea. Il progetto di valorizzazione scientifica, che potenzia la comprensione del monumento agli occhi del pubblico, si avvale di tre installazioni multimediali/proiezioni che restituiscono l’atmosfera dei luoghi, lo sfarzo e la preziosità dei decori che li caratterizzava.
In particolare, una postazione consente di indossare un visore per la realtà virtuale con cui si osserverà una ricostruzione realistica del triclinio e del ninfeo.