La nostra meta non è mai un luogo, piuttosto un nuovo modo di vedere le cose
HENRY MILLER
NEWS


Torino e Mantegna
visite


GRANDI MOSTRE: CANOVA. ETERNA BELLEZZA

15 febbraio 2020

sabato 15 febbraio, ore 10.40
Palazzo Braschi, all’interno del cortile
€25,00 rid. €23,00 
con Giordana Buonamassa Stigliani

www.museodiroma.it/it/mostra-evento/canova-eterna-bellezza

Per Antonio Canova (Possagno, 1757 – Venezia, 1822), Roma, fra Settecento e Ottocento, fu la fucina del proprio genio e l’inesauribile fonte di ispirazione. Un rapporto, quello tra lo scultore e la capitale, che emerge in una miriade di aspetti unici e irripetibili.
Incorniciate all’interno di un allestimento dall’eccezionale effetto scenografico, oltre 170 opere di Canova, e artisti a lui coevi, animano le sale del Museo di Roma in Palazzo Braschi: l’esposizione capitolina racconta in 13 sezioni l’arte canoviana e il contesto storico e culturale che lo scultore trovò nell’Urbe, al suo arrivo nel 1779.
A definire la trama del racconto, preziosi prestiti provenienti da importanti Musei e collezioni: l’Ermitage di San Pietroburgo, i Musei Vaticani e Capitolini, la Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno, il Museo Correr di Venezia e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, solo per citarne alcuni.



GRANDI MOSTRE: VALADIER. SPLENDORE NELLA ROMA DEL SETTECENTO

02 febbraio 2020

domenica 2 febbraio, ore 16.30
€22,00
numero massimo partecipanti: 15
con Giordana Buonamassa Stigliani
piazzale del Museo Borghese, davanti all’ingresso della Galleria
(si avverte che alla Galleria Borghese è obbligatorio il servizio guardaroba per borse medie, grandi o zaini; si consiglia l’uso di borse di dimensioni molto piccole per evitare le file alla consegna e al ritiro)

www.galleriaborghese.beniculturali.it/it/mostra/valadier-splendore-nella-roma-del-settecento

La Galleria Borghese rende tributo a Luigi Valadier (1726-1785), protagonista del rinnovamento del gusto a Roma alla metà del ‘700, e padre del celebre architetto Giuseppe Valadier.


LA BASILICA DI SANT’APOLLINARE ALLE TERME NERONIANE – ALESSANDRINE

01 febbraio 2020

sabato 1 febbraio, ore 11.00
piazza di Sant’Apollinare 49
€15,00
con Giordana Buonamassa Stigliani

Nel cuore del rione Ponte, tra Piazza Navona e Palazzo Altemps, la Basilica di Sant'Apollinare alle Terme Neroniane-Alessandrine è un vero scrigno di marmi preziosissimi.
Fondata da papa Adriano I intorno al 780, su resti di preesistenze di epoca romana riferibili alle terme Neroniane-Alessandrine, fu centro monastico di rilievo per monaci basiliani in fuga da Costantinopoli.
L’edificio antico fu ricostruito e rinnovato nelle forme attuali da Ferdinando Fuga per volontà di papa Benedetto XIV Lambertini, tra il 1742 e il 1748. A questa data risale l'altare maggiore, con Crocifisso e candelabri di Luigi Valadier.
Con la riedificazione, Sant'Apollinare divenne parte di un vasto complesso edilizio che fu sede del Collegio Germanico-Ungarico dei Gesuiti dal 1574 al 1773, e poi sede del Pontificio istituto di Sant'Apollinare. Dal 1992 l'intera struttura, compresa la chiesa - che sono di proprietà della Santa Sede - è stata data in affitto alla Prelatura dell'Opus Dei, che vi ha installato la sua Pontificia Università della Santa Croce.
Vi è sepolto Giacomo Carissimi, compositore italiano di musica barocca, e maestro di cappella di Sant'Apollinare.



GRANDI MOSTRE: BACON | FREUD. LA SCUOLA DI LONDRA. OPERE DELLA TATE

19 gennaio 2020

domenica 19 gennaio, ore 10.45
Chiostro del Bramante, via Arco della Pace
€25,00
con Giordana Buonamassa Stigliani

www.chiostrodelbramante.it

Il prossimo autunno il Chiostro del Bramante presenterà le opere più significative di due pittori dalla personalità e produzione straordinaria: Lucian Freud (1922-2011) e Francis Bacon (1909-1992), i maggiori esponenti della Scuola di Londra e icone indiscusse della loro generazione
.

Giungeranno a Roma opere eccezionali, interamente dalla collezione della Tate Modern che, per la prima volta in assoluto nella sua storia, ha concesso in prestito importanti capolavori
.

Accanto a Bacon e Freud troveremo Michael Andrews, Frank Auerbach, Leon Kossoff e Paula Rego: artisti che hanno segnato più epoche, utilizzando la pittura per raccontare la vita. Provenienti da tutta Europa, si ritroveranno nella cosmopolita Londra e daranno vita ad alcuni dei capitoli più brillanti della pittura contemporanea
.



GRANDI MOSTRE: MEDARDO ROSSO

15 dicembre 2019

domenica 15 dicembre, h. 11.00
Palazzo Altemps, piazza di Sant’Apollinare 46
€25,00
con Giordana Buonamassa Stigliani

www.electa.it/mostre/medardo-rosso/

La mostra vuole essere l’occasione di una riflessione ampia sulla scultura, avvalendosi dell’accostamento delle opere di Medardo Rosso (Torino, 1858 – Milano, 1928) con alcuni dei massimi capolavori della classicità custoditi nel Museo di Palazzo Altemps.

L’esposizione, nelle sale del primo piano, evidenzia la straordinaria originalità di Rosso nello sperimentare utilizzi assolutamente inediti dei materiali e la conseguente varietà nella resa materica di cera, gesso o bronzo, a lui congeniali nell’evidenziare quello che egli stesso definì “spazio fuggitivo della frazione di un secondo”.
Saranno esposte anche le fotografie di Rosso. Infatti, a partire soprattutto dalla fine dell’Ottocento, la fotografia assume per l’artista torinese il senso di una ricerca autonoma e compiuta, occasione di uno studio sulla materia e sulla luce, ormai svincolato dal confronto col vero.
Il percorso della mostra intende offrire anche un’occasione di dialogo con l’antichità, inserendo all’interno di questi straordinari ambienti alcune testimonianze del rapporto di Rosso con l’antico.



GRANDI MOSTRE: IMPRESSIONISTI SEGRETI

14 dicembre 2019

sabato 14 dicembre, ore 9,45
Palazzo Bonaparte, piazza Venezia 5
€25,00
con Giordana Buonamassa Stigliani

www.mostrepalazzobonaparte.it

Palazzo Bonaparte in Piazza Venezia risale al 1677, ma il nome gli deriva dalla sua inquilina più celebre, Letizia Bonaparte, madre di Napoleone, che lo acquistò nel 1818 abitandovi fino alla morte, nel 1836. A “Madame Mère” si devono dipinti, decori e i pavimenti veneziani che si mescolano a stucchi e affreschi del ‘700.

Per celebrare l’apertura del Palazzo – che Generali Italia rende fruibile quale nuovo spazio “Generali Valore Cultura” – nelle meravigliose sale del piano nobile dove visse Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone Bonaparte, saranno esposte oltre 50 opere di artisti tra cui Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Morisot, Gauguin, Signac: tesori nascosti al più vasto pubblico, provenienti da collezioni private raramente accessibili e concessi eccezionalmente per questa mostra.
La cura dell’esposizione è affidata a due esperte di fama internazionale: Claire Durand-Ruel, discendente di Paul Durand-Ruel, colui che ridefinì il ruolo del mercante d’arte e primo sostenitore degli impressionisti; e Marianne Mathieu, direttrice scientifica del Musée Marmottan Monet di Parigi.



MOSTRE PREZIOSE: IL CLASSICO SI FA POP. DI SCAVI, COPIE E ALTRI PASTICCI

09 febbraio 2019

sabato 9 febbraio, ore 10.30
Palazzo Massimo, largo di Villa Peretti 2,
€12,00
con Giordana Buonamassa Stigliani


Quella dell’atelier di Giovanni Trevisan (1735-1803), detto il Volpato, è una storia che nasce da una scoperta nel rione Monti a Roma, e che racconta gusti, forme e mode dell’antico. Parte dall’età classica e arriva ai giorni nostri, passando per la stagione del Grand Tour, quando nasce il gusto per il souvenir. È questa la trama della mostra “Il classico si fa pop. Di scavi, copie e altri pasticci”, di cui visiteremo la sezione principale allestita in Palazzo Massimo.

La rassegna è stata pensata per il grande pubblico, con un allestimento ad effetto che ricorre a proiezioni e magici giochi di luci e ombre per moltiplicare e scandire forme e trasformazioni, a partire dalla narrazione di Volpato e della sua fabbrica di ceramiche. 
Noto artista e incisore, amico di Antonio Canova e di Angelica Kaufmann, Volpato contava tra i suoi clienti il re Gustavo III di Svezia e l’imperatrice Caterina II di Russia. Realizzava prodotti raffinati, tra cui maestosi centrotavola, per il pubblico colto del Grand Tour, utilizzando il biscuit, materiale dall’aspetto simile al marmo.

A Palazzo Massimo viene messo in particolare evidenza il tema della serialità artistica in tutta la sua complessa varietà. Gli stessi Discoboli, qui conservati, dimostrano anche per l’età classica l’esistenza della riproduzione di opere d’arte da originali greci. Sono circa una ventina gli esemplari antichi arrivati fino a noi e cinque di essi sono in mostra per mettere in evidenza il concetto di moltiplicazione. Modello antico, versione neoclassica e contemporanea si fronteggiano, con significati distanti tra loro.

L’esposizione si rivelerà assai significata per una lettura trasversale del significato dell’opera e dell’immagine. 


GRANDI MOSTRE: PICASSO. LA SCULTURA

03 febbraio 2019

domenica 3 febbraio, ore 14.30
piazzale del Museo Borghese, davanti all’ingresso della Galleria
€14,00
con Giordana Buonamassa Stigliani

www.galleriaborghese.beniculturali.it/it/mostra/picasso-la-scultura


La Galleria Borghese dedica la prima mostra in Italia a Picasso scultore con
56 capolavori realizzati dal 1905 al 1964, fotografie di atelier inedite e video che raccontano il contesto in cui le sculture sono nate
.

Fu durante il suo viaggio a Roma e a Napoli nel 1917 che Picasso ebbe modo di confrontarsi per la prima volta con la scultura dell’antichità romana, con il Rinascimento, ma anche con le pitture murali pompeiane. Una visita alla Galleria Borghese gli permise di studiare le sculture di Bernini, del quale ritrovò le opere anche nella Basilica di San Pietro in Vaticano, che gli svelò inoltre il Michelangelo della Cappella Sistina
.

La mostra alla Galleria Borghese terrà conto della sua esperienza di contatto con l’arte italiana per tornare a riflettere su grandi temi legati alla pittura e soprattutto alla scultura dal Rinascimento in avanti.



MOSTRE PREZIOSE: LA STANZA DI MANTEGNA. POSSEDERE LA LONTANANZA. CAPOLAVORI DAL MUSEO JACQUEMART-ANDRÉ IN PALAZZO BARBERINI

12 gennaio 2019

sabato 12 gennaio, ore 10.45
Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane 13
€24,00
con Giordana Buonamassa Stigliani

www.barberinicorsini.org/evento/la-stanza-di-mantegna-capolavori-dal-museo-jacquemart-andre-di-parigi/

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano nella sede di Palazzo Barberini, la mostra “La stanza di Mantegna. Capolavori dal Museo Jacquemart-André di Parigi”, incentrata su un ristretto numero di opere di notevole qualità e di grande importanza sia dal punto di vista della storia dell’arte che da quello della storia del collezionismo e del gusto, fra cui due capolavori di Andrea Mantegna. L’artista soggiornò a Roma dal 1488 al 1490 invitato da papa Innocenzo VIII a decorare la cappella del nuovo edificio del Belvedere. Le pitture con le Storie di Giovanni Battista e dell’Infanzia di Cristo andarono perdute durante alcune ristrutturazioni settecentesche.
A Roma non si conservano opere autografe di Mantegna: la mostra è quindi un’occasione unica.

Sei le opere in mostra, raccolte dal celebre collezionista dell’Ottocento Edouard André e da sua moglie Nélie Jacquemart, che lasciarono in eredità la loro prestigiosa collezione allo Stato francese.
La selezione è incentrata sul capolavoro di Andrea Mantegna, Ecce Homo, chiara sintesi di inizio Cinquecento tra le esigenze della pittura devozionale e una costruzione scientifica delle forme anatomiche e dello spazio. Accanto all’Ecce Homo sarà esposta un’altra opera attribuita allo stesso Mantegna, la più giovanile Madonna con il Bambino tra i santi Gerolamo e Ludovico di Tolosa, che testimonia, con una cronologia più precoce (1455), l’interpretazione mantegnesca delle immagini di Maria.
Seguiranno la piccola tavola, Madonna col Bambino, di Cima da Conegliano; un raro Ritratto su pergamena di Giorgio Schiavone; il disegno di ambito mantegnesco con Ercole e Anteo; e infine il ricercato bronzetto di Andrea Briosco, detto il Riccio, anch’egli attivo in area padovana, raffigurante Mosè
.

In occasione della visita, non mancheremo di soffermarci sull’altra piccola esposizione, Gotico Americano, per ammirare due magnifiche tavole trecentesche attribuite ai cosiddetti “Maestri della Madonna Stauss”, rari prestiti del Museum of Fine Arts di Houston, in Texas.



GRANDI MOSTRE: TURNER. OPERE DALLA TATE

27 maggio 2018

domenica 27 maggio, ore 10.15
Chiostro del Bramante, via Arco della Pace
€23,00
con Giordana Buonamassa Stigliani

www.chiostrodelbramante.it

Il Chiostro del Bramante ospita, per la prima volta a Roma, una raccolta di opere esclusive dell’artista inglese Joseph Mallord William Turner (1775-1851): una collezione unica, espressione del lato intimo e riservato del grande artista, donata interamente all’Inghilterra e conservata presso la londinese Tate Britain,
La raccolta, conosciuta come ‘Turner Bequest’, è composta da molte opere direttamente provenienti dallo studio personale dell’artista, realizzate nel corso degli anni per il suo ‘puro piacere’ secondo l’espressione del critico John Ruskin. Un piacere estetico e visivo che conserva ricordi di viaggi, emozioni e frammenti di paesaggi visti durante i suoi soggiorni all’estero. Era infatti abitudine dell’artista lavorare sei mesi all’aria aperta durante la bella stagione e solo in inverno chiudersi nel suo studio per riportare su tela i ricordi di ciò che aveva visto dal vivo
.

Più di 90 opere, tra schizzi, studi, acquerelli, disegni e una selezione di olii mai giunti in Italia, caratterizzano il percorso espositivo della grande mostra “Turner. Opere dalla Tate”.



GRANDI MOSTRE: CANALETTO 1697-1768

29 aprile 2018

sabato 29 aprile, ore 15.25
Palazzo Braschi, ingresso da piazza Navona 2
€25,00
con Giordana Buonamassa Stigliani

www.museodiroma.it/

La mostra “Canaletto 1697-1768” intende celebrare il 250° anniversario della morte del grande pittore veneziano presentando il più grande nucleo di opere di sua mano mai esposto in Italia, 68 tra dipinti e disegni e documenti, inclusi alcuni celebri capolavori.

Giovanni Antonio Canal (Venezia 1697 - 1768) noto come Canaletto, è uno dei più noti artisti del Settecento europeo. Con il suo genio pittorico ha rivoluzionato il genere della veduta ? ritenuto fino ad allora secondario ? mettendolo alla pari con la pittura di storia e di figura, anzi, innalzandolo a emblema degli ideali scientifici e artistici dell’Illuminismo
.

Tra i capolavori in mostra, provenienti dalle più rilevanti raccolte del mondo, spiccano due opere della Pinacoteca Gianni e Marella Agnelli di Torino: Il Canal Grande da nord, verso il ponte di Rialto, e Il Canal Grande con Santa Maria della Carità, esposti per la prima volta assieme all’eccezionale manoscritto della Biblioteca Statale di Lucca che ne illustra le circostanze della commissione e della realizzazione.



GRANDI MOSTRE: HIROSHIGE. VISIONI DAL GIAPPONE

23 marzo 2018

venerdì 23 marzo, ore 18.05
Scuderie del Quirinale di Roma, via XXIV Maggio 16
€25,00 (ridotto infrasettimanale)
con Giordana Buonamassa Stigliani

www.scuderiedelquirinale.it

Dopo il grande successo della mostra dedicata a Hokusai, al Museo dell’Ara Pacis, l’arte giapponese torna ad affascinare Roma con i suoi paesaggi e vedute celebri.
Le Scuderie del Quirinale dedicano, da marzo luglio, una grande retrospettiva, con una selezione di 230 opere, a Utagawa Hiroshige (1797-1858), celebratissimo pittore e incisore considerato, insieme a Hokusai, fra i più celebri interprete della corrente artistica Ukiyo-e, “Il mondo fluttuante”.
Hiroshige si cimentò in diversi generi, tra cui stampe di attori, guerrieri, cortigiane, ma l’oggetto principale della sua arte fu la natura nelle sue molteplici espressioni. La contemplazione e la successiva rappresentazione in chiave morfologicamente armonica della natura, è ciò che distingue Hiroshige dagli artisti suoi contemporanei, capace di creare una continua dialettica tra il finito e l’infinito.
Ebbe straordinaria influenza sulla pittura europea di fine Ottocento, principalmente sull’impressionismo e post-impressionismo, studiato e collezionato da artisti quali Claude Monet e Vincent van Gogh.



MOSTRE PREZIOSE IN PALAZZO BARBERINI: GIOVANNI DA RIMINI E FILIPPO LIPPI

04 febbraio 2018

domenica 4 febbraio, ore 15.15
Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini
via delle Quattro Fontane, 13
€ 13,00
con Giordana Buonamassa Stigliani

www.barberinicorsini.org

La Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini ospita due piccoli, preziosi e raffinatissimi percorsi: il primo dedicato a Giovanni da Rimini; il secondo, a Filippo Lippi.

Giovanni da Rimini. Passato e presente di un’opera” è l’occasione per ammirare la preziosa tavola con le Storie di Santi realizzata da Giovanni da Rimini (notizie 1292-1315 ca.), acquistata dalla National Gallery di Londra nel 2015. Giovanni è uno dei principali e precoci esponenti della pittura riminese del ‘300, autore di alcune delle opere capitali per il rinnovamento della pittura adriatica dopo il passaggio di Giotto in città intorno al 1300.
L’esposizione permette di confrontare direttamente tre opere: quella londinese con le Storie di Santi e quella romana con le Storie di Cristo; accanto alle due tavole vengono mostrate anche le Storie della Passione, tavola eseguita intorno al 1335 da Giovanni Baronzio.

A seguire, passeremo a visitare “Altro Rinascimento. Il giovane Filippo Lippi e la Madonna di Tarquinia”, che celebra il centenario della riscoperta della Madonna di Tarquinia.
La mostra si articola in tre sezioni: la prima, costituita dalla documentazione prestata dall’Archivio Centrale dello Stato, è dedicata a Pietro Toesca, scopritore della Madonna di Tarquinia; la seconda, pone l’accento sul committente, il cardinale guerriero e arcivescovo di Firenze, Giovanni Vitelleschi; infine, la sezione dedicata al pittore e alla situazione artistica a Firenze nel quarto decennio del ‘400, fortemente influenzato dal Masaccio, mette a confronto la Madonna di Lippi con alcune opere che ne documentano l’esordio e il fondamentale confronto con l’opera di Donatello.




MOSTRE PREZIOSE: KONRAD MÄGI (1878-1925) ALLA GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

27 gennaio 2018

sabato 27 gennaio, ore 11.00
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
viale delle Belle Arti, 131
€ 23,00
con Giordana Buonamassa Stigliani

www.lagallerianazionale.com

L’arte è per noi l’unica forma di salvezza, poiché nei momenti in cui l’anima è piena dell’eterna sofferenza della vita, l’arte sa offrirci ciò che la vita ci nega. Nell’arte, nella propria creazione, si può trovare la pace

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea ospita, fino al 28 gennaio, l’affascinante retrospettiva dedicata a "Konrad Mägi", grande pittore estone pressoché sconosciuto in Italia. In occasione del suo semestre di presidenza europea, la Repubblica d’Estonia organizza la prima mostra italiana di Konrad Mägi, capostipite dell’arte moderna estone, che seppe guardare alle esperienze europee della sua epoca, ma che ai tempi dell’URSS rimase sconosciuto al resto del mondo.

Capace di dipingere la natura come se stesse facendo un ritratto, e ritrarre le (poche) persone come se stesse dipingendo la natura, Konrad Vilhelm Mägi (Rõngu, 1878-Tartu, 1925) crebbe nella campagna dell’Estonia meridionale, e portò sempre dentro di sé l’impronta dei luoghi della sua infanzia. Nelle sue tele si coglie, una natura percepita come un qualcosa di vivo e di sacro, in particolare nei suoi elementi più eterei, come l’acqua, le nuvole, il cielo. Quella natura, idealizzata da un sentimento profondo, diviene quindi il rifugio da una modernità poco rassicurante
.

Un percorso cromaticamente avvincente e coinvolgente che racconta di una vita inquieta e che, per questo, ci lascerà un ricordo indelebile.



GRANDI MOSTRE: GIAN LORENZO BERNINI ALLA GALLERIA BORGHESE

03 dicembre 2017

domenica 3 dicembre, ore 10.30
piazzale del Museo Borghese, davanti all’ingresso della Galleria
€ 15,00
con Giordana Buonamassa Stigliani

http://galleriaborghese.beniculturali.it/it/news/bernini

È stata confermata la notizia che per festeggiare i vent’anni dalla riapertura la Galleria Borghese ospiterà in autunno una grande mostra dedicata a uno dei suoi artisti-simbolo, Gian Lorenzo Bernini. Prestiti mondiali garantiti e date decise: dal 31 ottobre al 4 febbraio 2018.

Figlio d’arte, nato a Napoli nel 1598, viene ricordato dal grande pubblico soprattutto come scultore. Ma il poliedrico Bernini fu anche urbanista, architetto, pittore, scenografo e addirittura commediografo.
Questa attesa esposizione ne racconterà le opere e la lunga vita, conclusasi a 82 anni in quella grande Roma barocca che proprio lui contribuì ad inventare.



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