Non si viaggia per viaggiare, ma per aver viaggiato
ALPHONSE KARR
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Tuscania
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LA LEZIONE DI RAFFAELLO: LE ANTICHITÀ ROMANE

01 ottobre 2020

giovedì 1 ottobre, ore 10.30
presso il Complesso di Capo di Giove, via Appia Antica 222
€20,00
n. max. partecipanti: 9
obbligatorio uso di propria mascherina
previsto uso di auricolari per ascolto a distanza
con Giordana Buonamassa Stigliani

http://www.parcoarcheologicoappiaantica.it/luoghi/complesso-di-capo-di-bove/

“Quando ammiri una statua antica, ringrazia Raffaello.
È lui che t’ha spiegato nella tua lingua la bellezza di quella statua”
(Ugo Ojetti, 1920)

Al IV miglio della via Appia Antica, all’interno dell’edificio principale del complesso di Capo di Bove, un’unica sala è dedicata al rapporto di Raffaello con l’antico.
La piccola, colta, raffinata e coerente esposizione, curata da Ilaria Sgarbozza, narra del “sentimento” che legava Sanzio alle antichità romane, in un luogo, la Via Appia, che diviene esso stesso rappresentazione antiquaria. Muovendo dalla Lettera a Leone X, capace di originare un nuovo sguardo sugli antichi reperti provocando una rivoluzione umanistica e scientifica, la mostra vuole essere un contributo alla storia dell’eredità culturale del grande artista e, insieme, della Via Appia.
La nostra visita guidata, che si rivolge ad un gruppo necessariamente ristretto, comprenderà anche il contesto del Complesso di Capo di Bove, dove è emersa un’area archeologica significativa con impianto termale databile alla seconda metà del II sec. d.C.



NEL SEGNO DI RAFFAELLO: LA CAPPELLA CHIGI E LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PACE

03 ottobre 2020

sabato 3 ottobre , ore 10.30
presso la chiesa, via Arco della Pace 5
€15,00 
obbligatorio uso di propria mascherina
previsto uso di auricolari per ascolto a distanza
con Giordana Buonamassa Stigliani

Al posto di una cappella intitolata a Sant'Andrea de Aquaricariis, nel 1482, per voto di papa Sisto IV Della Rovere, venne edificata una chiesa dedicata a Maria: si voleva ricordare un'immagine della Vergine che aveva sanguinato proprio in questo luogo. Il pontefice, colpito dell'evento, promise che se la congiura dei Pazzi, in cui era coinvolto, non avesse portato alla guerra che si temeva, avrebbe fatto costruire qui una grande chiesa dedicata alla Madonna e alla Pace. L'autore di questo nuovo progetto non è noto: si pensa a Baccio Pontelli o a Meo del Caprino.
Nel 1656, papa Alessandro VII Chigi farà restaurare l'edificio da Pietro da Cortona, che aggiungerà la celebre facciata barocca pensata come un palcoscenico teatrale.
Oltre che sulle vicende costruttive e sulla storia dell’eccezionale edificio, paradigma dell’architettura romana, ci soffermeremo sulla Cappella Chigi, che Raffaello progettò per il banchiere senese Agostino. Di mano del maestro è il celebre affresco con le “Sibille e angeli” (1514).



PALATINO: LE PENDICI MERIDIONALI

10 ottobre 2020

sabato 10 ottobre, ore 10.00
presso l’ingresso del Parco Archeologico, in via di San Gregorio
€33,00
n. max. partecipanti: 18
obbligatorio uso di propria mascherina
previsto uso di auricolari per ascolto a distanza
con Giordana Buonamassa Stigliani

https://parcocolosseo.it/percorsi/alle-pendici-del-palatino-edizione-2020/

Il percorso, che si snoda lungo le pendici meridionali del Palatino, ci consentirà di ammirare la maestosità degli edifici che occuparono il colle tra l’età degli imperatori flavi e quelli della dinastia severiana: le cosiddette Arcate Severiane, i prospetti della Domus Flavia e della Domus Augustana, e per la prima volta anche l’area del Paedagogium, un collegio destinato alla istruzione e formazione dei paggi imperiali, noto per le pitture con graffiti e i mosaici bianco-neri recentemente riscoperti e restaurati.
Poi, lambendo il Circo Massimo, giungeremo alle pendici sud-ovest del colle, lì dove Romolo fondò la Città Eterna e dove abitò e visse Augusto.
Ma il nostro viaggio non sarà soltanto nella storia: l’itinerario è infatti ambientato in uno dei luoghi più suggestivi e incontaminati del centro di Roma, così vicino alla città, eppur distante dal chiassoso traffico urbano. Un cammino immerso a tratti nel completo silenzio, dove inflorescenze ed erbe, folti cespugli e macchie arboree con i loro colori e odori formano una cornice ricca di suggestioni visive e olfattive che rende indimenticabile l’esperienza di visita in un’area archeologica unica al mondo.